'Elon Musk Unveiled' in anteprima nazionale al Bolzano Film Festival
La rassegna comincia il 10 aprile con la pellicola sull'imprenditore
La 39/a edizione del Bolzano Film Festival Bozen "è aperta al cinema di finzione, alle diverse forme documentarie, al cinema ibrido. A tutto ciò che oggi vuol dire fare cinema, a film che non vogliono essere etichettati": così il direttore artistico, Vincenzo Bugno, riassume il contenuto della rassegna cinematografica bolzanina in programma dal 10 al 19 aprile prossimi. Festival dal carattere multilingue, situato in una regione di confine, il Bffb dedica particolare attenzione a ciò che accade oltre i confini e mantiene uno sguardo sulla produzione cinematografica locale. Al centro della programmazione vi è spesso il racconto delle minoranze, siano esse linguistiche, politiche o sociali. Quest'anno il festival si sposta anche oltre il centro di Bolzano e inaugura una seconda sede per le proiezioni: il Teatro Cristallo, nel quartiere Europa-Novacella. Il festival prenderà ufficialmente il via il 10 aprile 2026 con la prima italiana del documentario "Elon Musk Unveiled - The Tesla Experiment" del regista altoatesino Andreas Pichler. Presentato in anteprima mondiale all'"International Documentary Film Festival Amsterdam", il film prende le mosse da un incidente mortale avvenuto in Florida, che ha coinvolto una Tesla con il pilota automatico attivato e che ha portato un tribunale a riconoscere una responsabilità parziale dell'azienda. A partire da questo episodio, Pichler sviluppa un'indagine basata su documenti interni, materiali trapelati e testimonianze di ex dipendenti, giornalisti ed esperti. A chiudere il festival sarà "Becaària" (2026) di Erik Bernasconi, presentato in anteprima internazionale. Ambientato nel 1977, il film segue Mario, sedicenne ticinese che, dopo non aver superato l'anno scolastico, viene mandato dal padre a lavorare come "bergbauer" durante l'estate. Nel confronto con il lavoro in montagna, con nuove conoscenze e con le prime esperienze affettive, il ragazzo si confronta con sé stesso e con le aspettative degli altri. Il film è tratto dal romanzo "Il becaària" (2011) dello scrittore ticinese Giorgio Genetelli. "Le dodici opere invitate, di cui dieci anteprime nazionali - spiega ancora Bugno - sono produzioni e coproduzioni che coinvolgono paesi dell'arco alpino. Realizzate in questi paesi o in altri paesi al di là di questi confini. Sempre più le produzioni cinematografiche dei nostri giorni sono un universo mobile. Testimoniano la necessità e la curiosità di confrontarsi con tutto il pianeta e quella non contraddittoria di indagare nei territori più prossimi a noi". Il Bolzano Film Festival Bozen attribuirà il Premio d'Onore alla Carriera della 39ma edizione a Ottavia Piccolo e Ulrike Ottinger.
M.Allan--RTC