RCA Telegram News California - Veronica Radaelli produttrice per Gus Van Sant, 'Così è nato Il filo del ricatto'

Veronica Radaelli produttrice per Gus Van Sant, 'Così è nato Il filo del ricatto'
Veronica Radaelli produttrice per Gus Van Sant, 'Così è nato Il filo del ricatto'

Veronica Radaelli produttrice per Gus Van Sant, 'Così è nato Il filo del ricatto'

La produttrice italiana dietro all'ultimo film del regista dal 19 febbraio in sala

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(di Lucia Magi) Il 19 febbraio arriva in Italia 'Il filo del ricatto - Dead Man's Wire', con cui il regista Gus Van Sant torna a esplorare la provincia statunitense e le sue pieghe più invisibili. Il suo nuovo crime thriller è basato su un fatto di cronaca che nel 1977 tenne incollati al televisore milioni di americani per quasi tre giorni: Tony Kiritsis, un uomo comune di Indianapolis (interpretato da Bill Skarsgård) sequestrò un dirigente di una società di mutui (Dacre Montgomery) alla quale doveva del denaro e lo tenne in ostaggio con un filo metallico legato attorno al collo, collegato a un fucile a canne mozze: se l'uomo si fosse mosso per liberarsi, sarebbe scattato il grilletto. Scritto da Austin Kolodney, è un progetto di lunga gestazione e rapida esecuzione, come racconta la produttrice Veronica Radaelli, italiana (brianzola), che da 16 anni lavora a Los Angeles dove ora è il braccio destro del produttore indipendente Cassian Elwes. "Questo film ce lo siamo presi a cuore. La sceneggiatura era fulminante, e il momento era quello giusto per ricordare questa storia del piccolo che critica il sistema e lo fa inceppare, e di come, per una delle prime volte, telecamere e giornalisti raccontarono quello che stava succedendo con lunghe dirette", racconta Radaelli. Le televisioni e i reporter misero sotto assedio il piccolo appartamento in cui si trincerò Kiritsis. La loro voce sostiene la trama, racconta la trasformazione del malvagio sequestratore in paladino anti sistema, mano a mano che passano le ore. Il film è stato girato principalmente con camere tradizionali, ma per le scene in cui i giornalisti fanno la loro cronaca il direttore della fotografia, Arnaud Potier, ha utilizzato vere broadcast camera degli anni Settanta, riadattate in digitale: "Ha mantenuto però le lenti originali, la grana e il feeling dell'epoca", spiega la produttrice. "Per più di un anno abbiamo cercato regista e cast, avvicinandone diversi, ma le cose non quadravano mai e non riuscivamo a partire", dice Radaelli. Alla fine, la scelta di Van Sant, cantore dei ragazzi perduti di 'Belli e dannati' e dell'impegno civile in 'Milk', "è stata dettata dal destino: quando i finanziatori ci stavano con il fiato sul collo, Cassian ha incontrato Gus alla Soho House e gli ha chiesto se potesse mandargli una sceneggiatura. Lui l'ha letta e ci ha richiamato il giorno dopo: 'Sono a bordo, facciamolo! Quando cominciamo?'. E noi: 'Va bene domani?'", sorride la produttrice. Era già tutto pronto per partire. Le riprese sono durate 20 giorni a Louisville, in Kentucky, "stretta in una morsa di gelo come non si vedeva da 20 anni", e un giorno a Los Angeles, "dove abbiamo girato le scene con Al Pacino", che interpreta il padre della vittima del sequestro e direttore della Meridian Mortgage Co.. "Gus è stato l'uomo giusto al momento giusto: ha la giusta sensibilità per raccontare quei territori umani", chiosa Radaelli. Nel montaggio si intrecciano poi video di repertorio originali dell'epoca e fotografie di scena, anche queste con un tocco italiano: "La fotografa è la toscana Stefania Rosini. Alla fine delle riprese abbiamo regalato a Gus un libro con le immagini scattate sul set. Il giorno dopo l'editor mi ha chiamato: 'Le voglio tutte!'. Così sono entrate nel filo narrativo, dando ancora più spessore e completezza al racconto".

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O.Greco--RTC