Putin con il fascino di Jude Law ne 'Il mago del Cremlino'
Assayas: 'Questo film racconta la politica tossica di oggi'
(di Francesco Gallo) Tra i molti rischi che si è preso Olivier Assayas ne 'Il mago del Cremlino Le origini di Putin', già in concorso a Venezia e ora in sala dal 12 febbraio con 01, c'è stato sicuramente quello di far interpretare il già carismatico Vladimir Putin dal fascinoso Jude Law. E così sono arrivate puntualmente molte prevedibili critiche per aver reso lo Zar russo, a cui non mancano certo molti fan anche in Occidente, troppo narrativamente 'sympathetic'. Tratto dal romanzo di Giuliano da Empoli e con la sceneggiatura scritta dallo stesso Assayas insieme a Emmanuel Carrère, di fatto questo film racconta tra verità e finzione l'ascesa di Putin (Law) attraverso le vicende del suo spin doctor Vadim Baranov (Paul Dano), figura ispirata al suo ex consigliere Vladislav Surkov. Ci troviamo così nella Russia dei primi anni '90 quando l'URSS è ormai crollata. Baranov, prima artista d'avanguardia e poi produttore di reality show, diventa consigliere ufficioso di un ex agente del KGB destinato a conquistare il potere assoluto: colui che presto sarà conosciuto come 'lo Zar' Vladimir. Putin sarà modellato da questo consigliere che voleva lo si percepisse come unico riferimento rispetto al Caos post-sovietico, una figura di transizione verso una nuova forma imperiale russa. Ma l'ascendente di Surkov su Putin a un certo punto viene meno: il novello Zar scopre di preferire l'azione alla sua sola rappresentazione. «Il mago del Cremlino non è un film sull'ascesa di un uomo, né sulla forza con cui viene imposto il potere o sulla reinvenzione di una nazione moderna e arcaica allo stesso tempo, nuovamente soggiogata dal totalitarismo. È piuttosto una riflessione sulla politica moderna, o meglio, sulle cortine fumogene dietro cui essa si nasconde oggi: cinica, ingannevole e tossica» aveva detto Assayas a Venezia. E ancora il regista al Lido: "Ne 'Il mago del Cremlino' è sbagliato pensare si racconti solo della Russia e della politica moderna che governa ormai il mondo, perché quello che si vede in questo film credo valga anche per tutti i paesi". Una strana operazione quella di Assayas che sembra parallela a quella di 'The Apprentice - Alle origini di Trump' (The Apprentice) film del 2024 diretto da Ali Abbasi. In questo caso lo spin doctor era Roy Cohn, l'avvocato senza scrupoli che negli anni Ottanta guidò Trump negli affari immobiliari e nella politica newyorkese, insegnandogli tattiche aggressive di attacco e contro-attacco e impartendogli lezioni su come usare il potere e seminare paura. Questa la sua formula: "attacca, contrattacca e non scusarti mai". Tornando al film di Assayas che ha nel cast anche Alicia Vikander, nel ruolo di una donna inafferrabile e lontana dal fascino del potere, molto interessante quello che ha affermato Jude Law sulle difficoltà incontrate nell'interpretare Putin: "La cosa più difficile è stata rappresentare il suo volto pubblico da cui non trapela mai nulla e mostrare comunque emozioni. Ho dovuto adottare così una recitazione interiore". Prodotto da Curiosa Films e Gaumont, in coproduzione con France 2 Cinéma, 'Il Mago del Cremlino' è un'esclusiva per l'Italia di I Wonder Pictures e Italian International Film (Gruppo Lucisano) con Rai Cinema.
P.Batteux--RTC
