Borsa: Milano chiude in rosso (-2,32%), pesano Inwit, Tim e Ferrari
Sotto pressione anche Prysmian, Stm e Mediobanca, sprint di Eni
Ha chiuso in forte calo Piazza Affari per gli effetti sui mercati dell'escalation di guerra in Medio Oriente. L'indice Ftse Mib ha ceduto il 2,32% a 43.701 punti, tra scambi fiume per oltre 4,8 miliardi di euro di controvalore, il più elevato delle ultime 4 sedute. Poco variato a 82,1 punti il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi, contro gli 82 segnati in apertura, con il rendimento annuo italiano in rialzo di 5 punti al 3,77% e quello tedesco di 1,7 punti al 2,95%. Le vendite hanno colpito in particolare Inwit (-15,6%) dopo l'accordo fra Tim (-5,7%) e Fastweb per la gestione e la costruzione di torri telefoniche. Entrambe le compagnie infatti sono clienti dello stesso gestore di torri. Difficoltà anche per Prysmian (-5,39%), che sta valutando l'ampliamento dell'impianto in Texas per la produzione di cavi di rame, Stm (-4,52%) e Mediobanca (-4,03%). In forte rosso anche Bper (-3,9%), Mps (-3,77%), Unicredit (-2,94%) e Banco Bpm (-2,69%). Sotto pressione anche Ferrari (-5,41%) e Stellantis (-3,3%), così come Fincantieri (-3,88%), più cauta invece Leonardo (-1,65%). Pochi i rialzi, limitati a Eni (+3,75%), che ha presentato l'aggiornamento del piano al 2030 con lo scorporo di Plenitude, Nexi (+1,91%) e Saipem (+0,86%), che ha completato una fase di test del drone sottomarino FlatFish che opererà per conto di Petrobras.
Jensen--RTC